Stop da Mosca all’adozione potrebbe essere evitato, se Washington “è d’accordo a elaborare un trattato”

Lo stop da Mosca all’adozione di bambini russi da parte di cittadini degli Stati Uniti potrebbe essere evitato, se Washington “è d’accordo a elaborare un trattato” che regoli tali rapporti. “Non vi è altro modo”, ha detto il ministero degli esteri russo, dopo che la scorsa settimana il ministero aveva annunciato il blocco, in seguito al caso del piccolo Artiom, 7 anni, rimandato indietro a Mosca, su un aereo da solo, con un biglietto in cui la madre adottiva – residente nel Tennessee – affermava di non volerlo più perchè il bambino aveva gravi problemi psicologici.
Il leader del Cremlino Dmitri Medvedev aveva definito “mostruoso” il caso, attribuendo tuttavia la responsabilità alla famiglia americana. Per il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, si trattava “dell’ultima goccia” e inevitabilmente Mosca ha deciso per lo stop alle adozioni. Ma ora il tutto potrebbe diventare un’opportunità per regolare in maniera più concreta i rapporti bilaterali in materia.
Artiom Saveliev, sette anni, era stato letteralmente ‘rispedito al mittente’ da Torry Hansen, single di Shelbyville, Tennessee. Messo sull’aereo il piccolo aveva con se solo un biglietto: “Non voglio essere più sua madre”, diceva la Hansen nel foglietto consegnato a Artiom, spiegando che il bambino aveva gravi problemi psicologici e che l’orfanotrofio aveva mentito sulle sue condizioni. Un video, girato all’arrivo, lo mostrava confuso e disorientato mentre gli assistenti sociali lo prendevano in custodia.
Un comitato investigativo russo ha aperto un’inchiesta sull’incidente, che ha suscitato reazioni infuriate in Russia ma anche negli Usa. La Hansen aveva adottato Artiom sei mesi fa, ma aveva presto scoperto che il suo nuovo ruolo di mamma non era facile come aveva sperato. “E’ un bambino violento, uno psicopatico con gravi problemi di comportamento. Le autorità dell’orfanotrofio russo mi hanno mentito”, ha scritto la donna. Artiom, al rientro in patria, è stato portato in ospedale per una valutazione psichiatrica.
Esperti di adozione americani sono rimasti sconcertati: “E’ l’equivalente dell’abbandono di minore. Mettere un bimbo su un aereo e spedirlo come un pacco postale è un atto orrendo”, ha commentato Adam Pertman dell’Evan Donaldson Adoption Institute.


















































